{"id":6222,"date":"2026-08-21T09:18:08","date_gmt":"2026-08-21T08:18:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.atlantisevo.com\/doc\/?post_type=manual_documentation&#038;p=6222"},"modified":"2026-08-21T09:20:02","modified_gmt":"2026-08-21T08:20:02","slug":"depositi","status":"publish","type":"manual_documentation","link":"https:\/\/www.atlantisevo.com\/doc\/manuale\/archivi\/tabelle\/tabelle-magazzino\/depositi\/","title":{"rendered":"Depositi"},"content":{"rendered":"<div id=\"toctoc\"><\/div><p>Il <strong>deposito<\/strong> \u00e8 il magazzino su cui Atlantis tiene le giacenze: pu\u00f2 essere un luogo fisico (magazzino centrale, punto vendita, filiale) o un contenitore logico (merce in conto lavorazione, merce di terzi, resi da controllare).<\/p>\n<p>Ogni movimento di magazzino, ogni saldo articolo e ogni riga di documento che movimenta merce fanno riferimento a un deposito: \u00e8 quindi una delle tabelle da impostare per prime, e una di quelle che conviene toccare il meno possibile una volta avviata la gestione.<\/p>\n<p>Si trova in <strong>Archivi \u2192 Tabelle \u2192 Magazzino \u2192 Depositi<\/strong>.<\/p>\n<hr \/>\n<h2>1. L&#8217;archivio \u00e8 organizzato ad albero<\/h2>\n<p>I depositi non sono un elenco piatto: sono organizzati su <strong>quattro livelli<\/strong>, come cartelle e sottocartelle. Serve a rappresentare la struttura reale &#8211; per esempio sede, magazzino, corsia &#8211; e a raggruppare pi\u00f9 depositi sotto un unico ramo.<\/p>\n<table>\n<thead>\n<tr>\n<th>Campo<\/th>\n<th>A cosa serve<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td><strong>Cod. Livello 1 \u2026 4<\/strong><\/td>\n<td>i livelli della struttura, fino a 4 caratteri ciascuno. Il codice del nuovo elemento viene <strong>proposto in progressione<\/strong>: si conferma e basta<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>Codice<\/strong><\/td>\n<td>costruito da solo concatenando i livelli valorizzati, separati da un punto (<code>01<\/code>, <code>01.02<\/code>, \u2026). <strong>Non \u00e8 modificabile a mano<\/strong>: \u00e8 il codice che compare ovunque nel programma, e dev&#8217;essere unico<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>Descrizione<\/strong><\/td>\n<td>il nome del deposito, fino a 30 caratteri. \u00c8 quello che si legge accanto al codice nelle maschere e nelle stampe<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Nella barra degli strumenti ci sono due pulsanti propri di questo tipo di archivio:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Carica sottolivello<\/strong> &#8211; apre una finestra gi\u00e0 impostata per creare un deposito <em>dentro<\/em> quello caricato;<\/li>\n<li><strong>Visualizza struttura<\/strong> &#8211; mostra l&#8217;albero completo, da cui si apre direttamente l&#8217;elemento che serve.<\/li>\n<\/ul>\n<h3>Nodi e depositi movimentabili<\/h3>\n<p>Un elemento che contiene sottolivelli diventa un <strong>nodo<\/strong>, cio\u00e8 una cartella. Ne conseguono due cose:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>un nodo non si pu\u00f2 cancellare<\/strong>: compare <em>&#8220;Impossibile cancellare il record perch\u00e9 contiene dei sottolivelli. Cancellare prima i sottolivelli&#8221;<\/em>;<\/li>\n<li><strong>nelle maschere si possono scegliere solo le foglie<\/strong>: la ricerca usata dai documenti, dagli inventari e dalle procedure propone <strong>solo l&#8217;ultimo livello<\/strong>. I nodi servono a raggruppare, non a movimentare.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Se la struttura aziendale \u00e8 semplice &#8211; un solo magazzino, o due o tre magazzini paritetici &#8211; conviene creare i depositi tutti sul primo livello e non costruire alcun albero.<\/p>\n<hr \/>\n<h2>2. I flag del deposito<\/h2>\n<h3>Deposito fiscale<\/h3>\n<p>I movimenti registrati su un deposito fiscale <strong>concorrono alla determinazione dei costi dell&#8217;articolo<\/strong>: il calcolo del <strong>costo ultimo acquisto<\/strong> e del <strong>costo medio<\/strong> considera esclusivamente i carichi avvenuti su depositi con questo flag attivo.<\/p>\n<p>\u00c8 il flag che distingue il magazzino &#8220;proprio&#8221; dai depositi che rappresentano merce non di propriet\u00e0 o non ancora entrata nel ciclo dei costi (conto lavorazione, conto visione, merce di terzi). Su questi ultimi il flag va lasciato spento, altrimenti i loro carichi sporcano il costo medio.<\/p>\n<blockquote><p>\u26a0\ufe0f <strong>Modificare questo flag non ricalcola nulla.<\/strong> I costi gi\u00e0 memorizzati restano quelli calcolati con la configurazione precedente: dopo averlo cambiato, va rilanciato il <strong>ricalcolo dei costi<\/strong> dal menu di magazzino.<\/p><\/blockquote>\n<h3>Deposito fittizio<\/h3>\n<p>Su un deposito fittizio <strong>non vengono scritti i movimenti di magazzino e non vengono aggiornati i saldi<\/strong>. Il documento si registra normalmente &#8211; numerazione, righe, importi, contabilit\u00e0 &#8211; ma il magazzino resta fermo.<\/p>\n<p>Serve per i casi in cui si vuole emettere il documento senza toccare le giacenze: documenti di prova, gestioni parallele, merce che non deve entrare nella movimentazione.<\/p>\n<h3>Deposito per disponibilit\u00e0 Web<\/h3>\n<p>Nasceva per la vecchia integrazione VirtueMart2, dove la giacenza pubblicata sul sito era la somma dei depositi marcati cos\u00ec.<\/p>\n<blockquote><p><strong>Oggi questo flag non ha effetto.<\/strong> I siti e-commerce attuali prendono il magazzino da cui leggere le giacenze da un campo della <strong>scheda del sito<\/strong> (<em>Codice deposito giacenze<\/em>), non da questa spunta. Lasciarlo spento non cambia nulla.<\/p><\/blockquote>\n<h3>Codice deposito fiscale<\/h3>\n<p>Campo di appoggio per il <strong>codice imposta<\/strong> del deposito fiscale, usato nella generazione dei prospetti Excel della gestione nicotina. \u00c8 un dato che riguarda solo le aziende che hanno quella gestione: negli altri casi resta vuoto.<\/p>\n<hr \/>\n<h2>3. Dove viene usato il deposito<\/h2>\n<table>\n<thead>\n<tr>\n<th>Dove<\/th>\n<th>Come<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td><strong>Saldi articolo<\/strong> e <strong>saldi lotto<\/strong><\/td>\n<td>esistenza, impegnato, ordinato e riservato sono tenuti <strong>per deposito<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>Movimenti di magazzino<\/strong><\/td>\n<td>ogni movimento porta il deposito su cui \u00e8 avvenuto<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>Causali documento<\/strong><\/td>\n<td>ogni causale indica il <strong>deposito 1<\/strong> e l&#8217;eventuale <strong>deposito 2<\/strong> (per i trasferimenti), che vengono proposti sulle righe<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>Righe dei documenti<\/strong><\/td>\n<td>il deposito movimentato dalla singola riga, modificabile rispetto a quello proposto<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>Anagrafica articoli<\/strong><\/td>\n<td><em>deposito preferenziale<\/em> dell&#8217;articolo e scorte minime impostate per deposito<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>Inventari<\/strong> e <strong>rilevazioni di magazzino<\/strong><\/td>\n<td>entrambi lavorano su un deposito indicato in testata<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>Pannello selezione articoli<\/strong>, <strong>controllo acquistato\/venduto<\/strong>, stampe giacenze e sottoscorta<\/td>\n<td>il deposito \u00e8 il filtro con cui si guardano le quantit\u00e0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>Siti e-commerce<\/strong><\/td>\n<td>il deposito da cui leggere le giacenze da pubblicare, indicato sulla scheda del sito<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>Dati fissi<\/strong><\/td>\n<td>il campo <em>Deposito predefinito<\/em> stabilisce quale deposito viene proposto dove non ne \u00e8 indicato uno<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<hr \/>\n<h2>4. Creare, modificare, cancellare<\/h2>\n<p><strong>Creare<\/strong> &#8211; sul primo deposito si compila il livello 1 (o si accetta il codice proposto) e la descrizione. Per creare un deposito dentro un altro si carica il padre e si preme <strong>Carica sottolivello<\/strong>: i livelli superiori vengono riportati da soli e va indicato solo il nuovo.<\/p>\n<p><strong>Modificare<\/strong> &#8211; descrizione e flag si cambiano liberamente. Il <strong>codice no<\/strong>: \u00e8 composto dai livelli e non \u00e8 editabile.<\/p>\n<p><strong>Cancellare<\/strong> &#8211; la cancellazione \u00e8 possibile solo se il deposito \u00e8 una foglia <strong>e non \u00e8 usato da nessuna parte<\/strong>. Se lo \u00e8, compare <em>&#8220;La tabella \u2026 contiene dei valori collegati al record corrente!&#8221;<\/em> con il nome della tabella che lo trattiene: tipicamente i saldi articolo o i movimenti di magazzino.<\/p>\n<blockquote><p>\u26a0\ufe0f <strong>Un deposito con dei saldi non si cancella, e non deve essere &#8220;riciclato&#8221;.<\/strong> Saldi, movimenti, inventari e documenti conservano il <strong>codice<\/strong> del deposito: riusare il codice di un magazzino dismesso per un magazzino nuovo mescola lo storico dei due. Se un deposito non serve pi\u00f9, la strada corretta \u00e8 azzerarne le giacenze con una rilevazione o un documento di trasferimento e poi smettere di usarlo.<\/p><\/blockquote>\n<hr \/>\n<h2>5. Promemoria<\/h2>\n<ul>\n<li><strong>Prima i depositi, poi tutto il resto.<\/strong> Causali documento, articoli e scorte fanno riferimento ai depositi: cambiarli dopo significa rimettere le mani in pi\u00f9 archivi.<\/li>\n<li><strong>Solo le foglie sono movimentabili<\/strong>: se un deposito non compare nella ricerca di un documento, quasi sempre \u00e8 perch\u00e9 ha dei sottolivelli.<\/li>\n<li><strong>Il flag fiscale incide sui costi<\/strong>, non sulla contabilit\u00e0: sbagliarlo non produce errori visibili subito, ma un costo medio che nel tempo non torna.<\/li>\n<li><strong>Il flag fittizio spegne il magazzino<\/strong>, non il documento: i documenti restano registrati, numerati e contabilizzati.<\/li>\n<li><strong>Non cambiare la posizione di un deposito nell&#8217;albero<\/strong> una volta che ha dei movimenti: il codice cambierebbe, e lo storico resterebbe agganciato a un codice che non esiste pi\u00f9.<\/li>\n<li>Se in azienda c&#8217;\u00e8 un solo magazzino, tienine comunque <strong>uno solo<\/strong> e usalo ovunque: creare depositi &#8220;di comodo&#8221; senza una ragione moltiplica le righe dei saldi e complica ogni stampa.<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":1167,"menu_order":37,"template":"","manualdocumentationcategory":[55],"manual_doc_tag":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.atlantisevo.com\/doc\/wp-json\/wp\/v2\/manual_documentation\/6222"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.atlantisevo.com\/doc\/wp-json\/wp\/v2\/manual_documentation"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.atlantisevo.com\/doc\/wp-json\/wp\/v2\/types\/manual_documentation"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.atlantisevo.com\/doc\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.atlantisevo.com\/doc\/wp-json\/wp\/v2\/manual_documentation\/6222\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6224,"href":"https:\/\/www.atlantisevo.com\/doc\/wp-json\/wp\/v2\/manual_documentation\/6222\/revisions\/6224"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.atlantisevo.com\/doc\/wp-json\/wp\/v2\/manual_documentation\/1167"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.atlantisevo.com\/doc\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6222"}],"wp:term":[{"taxonomy":"manualdocumentationcategory","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.atlantisevo.com\/doc\/wp-json\/wp\/v2\/manualdocumentationcategory?post=6222"},{"taxonomy":"manual_doc_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.atlantisevo.com\/doc\/wp-json\/wp\/v2\/manual_doc_tag?post=6222"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}