- Integrazione eCommerce con software gestionale: tutto ciò che devi sapere - 19 Febbraio 2026
- Come gestire magazzino e giacenze per ecommerce (senza errori) - 19 Febbraio 2026
- Ratei e risconti: cosa sono e come si calcolano - 5 Febbraio 2026
Data dell’ultimo aggiornamento: 19/02/2026

Se vendi online, il magazzino non è solo “quanti pezzi hai”: è un insieme di dati (SKU, varianti, disponibilità, prezzi) che devono restare coerenti mentre arrivano ordini, entrano riassortimenti e magari vendi anche in negozio fisico. Quando questi dati non sono allineati, succede la classica scena: sul sito risulta “disponibile”, incassi l’ordine e poi scopri che l’ultimo pezzo è già stato venduto altrove, con conseguenti ritardi, annullamenti e tempo perso in assistenza.
Qui entra in gioco l’integrazione con un software gestionale: in pratica si crea un flusso di dati tra eCommerce e gestionale (e viceversa) che permette di scaricare gli ordini nel gestionale e sincronizzare le giacenze di magazzino tra i due sistemi, così lo stock online si aggiorna automaticamente quando vendi o carichi merce, riducendo gli errori tipici da aggiornamento manuale..
In questa guida partiamo dalle basi “che contano davvero” — anagrafiche prodotto, SKU, varianti, magazzini e listini — e ti diamo uno schema pratico per strutturarli in modo che la sincronizzazione resti stabile anche quando il catalogo cresce e la gestione diventa più complessa.
1. Prima di parlare di stock: scegli la “fonte” dei dati
Una integrazione funziona quando decidi chi comanda su ogni informazione: il gestionale (ERP) o l’eCommerce, e poi rispetti quella regola sempre. Tecnicamente lo scambio può avvenire via web service (più rapido) oppure tramite file di interscambio/import-export (più “tradizionale”) .
Esempio pratico: se crei prodotti “al volo” sul sito e poi li ricrei nel gestionale, prima o poi avrai due codici per lo stesso articolo e la giacenza diventa un’opinione.
2. Anagrafiche prodotti: SKU, varianti e attributi (il punto dove nascono gli errori)
Prima di collegare magazzino ed eCommerce, fai una cosa che ti evita il 90% degli intoppi: metti ordine nei dati. Definisci SKU e varianti in modo univoco, decidi da quale sistema devono “comandare” giacenze e prezzi, e imposta regole semplici per categorie e attributi (taglia, colore). Poi attivi la sincronizzazione e controlli cosa non torna dai log/rapporti, così correggi la causa a monte invece di sistemare ogni volta il singolo prodotto “a mano”.
L’anagrafica prodotto è la base: se è ambigua, la sincronizzazione “fa quello che può”, cioè spesso sbaglia. La regola più semplice (e più utile) è: 1 SKU = 1 cosa vendibile e spedibile.
Dati minimi consigliati (struttura “pulita”)
Oggetto | Campi minimi | Esempio pratico |
Prodotto (padre) | Nome, brand (se serve), categoria, descrizione, immagini/asset, stato (attivo/bozza) | “T-shirt Basic” con foto e descrizione unica |
Variante (figlio) | SKU, EAN (se c’è), attributi (taglia/colore…), peso/dimensioni, prezzo (o regola prezzo), stato | “TSH-BASIC-NERO-M” = taglia M, colore nero |
Attributi | Nome attributo, valori ammessi, ordine di visualizzazione | Taglia: S/M/L/XL (non “Small”, “S ” e “S”) |
Categorie/ sottocategorie | Alberatura stabile, mapping unico | Abbigliamento → T-shirt (non “Tshirt”, “T-shirt”, “Maglie”) |
Tre casi tipici che mandano in crisi il magazzino
-
- SKU riutilizzati: oggi “ROSSO-M”, domani lo stesso SKU diventa “ROSSO-L”; l’eCommerce non può “indovinare” cosa intendi.
- Varianti gestite “a testo libero”: “blu”, “Blue”, “azzurro” diventano tre prodotti diversi; filtri e stock si frammentano.
- Attributi che cambiano significato: “Taglia” usata per scarpe (42) e per abbigliamento (M). Tienili separati o definisci set attributi per categoria.
Leggi l’articolo: Integrazione WooCommerce con un gestionale: guida
3. Giacenze di magazzino: cosa sincronizzare davvero (e cosa no)
La domanda non è “quanti pezzi ho”: è “quanti pezzi posso vendere adesso”. Per evitare vendite di prodotti non disponibili su eCommerce, devi distinguere almeno queste quantità (anche se nel tuo gestionale hanno nomi diversi):
- Disponibile: vendibile subito.
- Impegnato/prenotato: già promesso a ordini pagati o in lavorazione.
- In arrivo: esiste come acquisto/fornitore, ma non è ancora a scaffale (non venderlo come disponibile, a meno che tu gestisca il preordine).
- Difettoso/non vendibile: c’è fisicamente, ma non deve finire online.
Stock “in tempo reale” non vuol dire “ogni secondo”
Vuol dire che l’aggiornamento è abbastanza frequente da non creare danni: per alcuni business bastano 5–15 minuti, per altri (flash sale, marketplace, ultimo pezzo) serve più spesso. Se hai magazzini multipli (negozio + deposito + conto terzi), decidi se l’eCommerce mostra:
- stock aggregato (somma di tutti i magazzini),
- stock per sede (ritiro in negozio),
- stock dedicato all’online (per evitare che il punto vendita “bruci” l’ultimo pezzo).
Esempio semplice (negozio fisico + online)
Hai 3 pezzi della variante “NERO-M”: 2 in negozio, 1 in deposito. Se vendi 2 pezzi in negozio, l’eCommerce deve aggiornarsi automaticamente: l’obiettivo è evitare la vendita del “quarto pezzo fantasma” quando l’articolo è già finito.
4. Listini prezzi sincronizzati: il magazzino “economico” (che spesso dimentichi)
Prezzi e promozioni sono dati di catalogo quanto lo stock: se non sono sincronizzati, avrai ordini con importi diversi da quelli attesi, margini che saltano e customer care che perde tempo. Prima di integrare, definisci una volta per tutte:
-
- Listino base (B2C) e listini alternativi (B2B, rivenditori, marketplace).
- Regole IVA e arrotondamenti (soprattutto se vendi cross-border).
- Promozioni: dove nascono (gestionale o eCommerce) e come si rappresentano (prezzo barrato, sconto %, bundle, 3×2).
Esempio concreto: se una promo è “-20% sulle varianti colore blu”, ma nel gestionale “blu” è un attributo non normalizzato (Blue/Azzurro/Blu), la promo verrà applicata a caso o non verrà applicata affatto.
5. PIM per eCommerce e gestionale: quando serve davvero
Se il catalogo diventa grande (molte varianti, attributi, immagini, categorie), può comparire anche il termine PIM (Product Information Management): è un sistema che aiuta a organizzare le informazioni di prodotto prima che finiscano online. In questo articolo lo citiamo solo per completezza: la priorità, nella pratica, è evitare errori su SKU, varianti, giacenze e prezzi che poi “spaccano” la sincronizzazione.
Gestisci eCommerce e magazzino da un unico posto
Con Atlantis Evo puoi tenere allineate le giacenze tra gestionale e sito e scaricare gli ordini di WooCommerce e Prestashop direttamente nel gestionale, evitando aggiornamenti manuali e disallineamenti.
Se vuoi partire in modo completo, il Pacchetto E-commerce di Atlantis Evo nclude i moduli necessari per integrazione, magazzino/vendite, ordini-preventivi.
6. Problemi tipici (introduzione)
Quando un eCommerce cresce, gli errori di magazzino raramente sono “di conteggio”: sono errori di processo e di dati che si ripetono ogni giorno.
Il risultato è sempre lo stesso: prodotti venduti che non ci sono (overselling) oppure prodotti disponibili in scaffale ma “esauriti” online, con ordini annullati e tempo buttato in correzioni manuali.
Gli errori più comuni (con fix)
-
- Stock non aggiornato (overselling): vendi più articoli di quelli realmente disponibili perché il sito mostra “disponibile” quando non lo è.
Soluzione: usa un sistema di gestione inventario che aggiorni le quantità e riduca le discrepanze, invece di aggiornamenti manuali o tardivi. - Inserimenti manuali e fogli di calcolo: all’inizio sembrano “controllabili”, poi diventano una fonte di ritardi, incoerenze e errori umani (specie se vendi su più canali).
Soluzione: passare a un sistema automatizzato che aggiorni inventario e ordini tra piattaforme senza dover rincorrere le modifiche a mano. - Niente soglie minime (riordino/safety stock): ti accorgi che stai finendo quando ormai è tardi, e l’“out of stock” arriva nel momento peggiore.
Soluzione: definisci reorder point per SKU e attiva avvisi/alert quando scendi sotto una certa quantità. - Tempi di fornitura sottovalutati (lead time): riordini quando sei già in rottura perché non hai in testa “quanto ci mette davvero” quel prodotto a tornare disponibile.
Soluzione: misura i lead time reali e usali per anticipare il riordino (non per spostarlo più avanti). - Inventario non sincronizzato in tempo reale tra canali: se vendi su più piattaforme, basta un ritardo e due canali possono vendere lo stesso ultimo pezzo.
Soluzione: centralizza la “fonte stock” e mantieni la sincronizzazione continua tra i canali, riducendo i punti in cui i dati possono divergere. - Ordini “in sospeso” non gestiti come impegnato: se non definisci cosa succede a stock e riserve quando un ordine è “pending” (pagamento non concluso, carrello abbandonato, picking non iniziato), lo stock disponibile diventa falsato.
Soluzione: stabilisci regole di reservation (quando impegnare, per quanto tempo, quando rilasciare) e fai in modo che il sistema le applichi in automatico
- Stock non aggiornato (overselling): vendi più articoli di quelli realmente disponibili perché il sito mostra “disponibile” quando non lo è.
Leggi anche l’articolo: 5 errori nella gestione del magazzino
Perché entra in gioco un gestionale integrato con l’eCommerce
Quando gli ordini, le giacenze di magazzino, le anagrafiche prodotti e i listini prezzi devono restare allineati, farlo a mano (o con mille fogli Excel) non scala e soprattutto non è affidabile. Un software gestionale integrato con l’eCommerce serve proprio a automatizzare i flussi ripetitivi e ridurre gli errori operativi, tenendo allineati ordini e stock tra i sistemi .
Se ti serve il contesto completo su integrazione e-commerce (flussi, opzioni tecniche, quando farla e cosa integrare), qui trovi la guida principale: https://www.atlantisevo.com/integrazione-ecommerce-con-gestionale-tutto-quello-che-devi-sapere/
Concusione:
Gli errori di magazzino eCommerce raramente dipendono da un singolo “pezzo mancante”: più spesso nascono da dati non coerenti (SKU/varianti), aggiornamenti in ritardo e canali che non condividono la stessa fotografia dello stock.
La parte pratica, quindi, non è “contare meglio”, ma costruire un flusso dove lo stock viene aggiornato e riservato in modo affidabile, evitando interventi manuali che creano discrepanze tra piattaforme.
Una gestione magazzino eCommerce che “regge” non dipende da trucchi, ma da dati strutturati bene e da regole chiare su chi comanda cosa (anagrafiche, varianti, giacenze, listini). Quando eCommerce e gestionale sono integrati, riduci il lavoro manuale e soprattutto togli di mezzo le incoerenze che generano ordini non evadibili e continue correzioni “a mano”.
1. Come posso evitare di vendere online prodotti che in realtà sono già finiti (overselling)?
Il modo più affidabile è avere una sincronizzazione continua delle giacenze tra eCommerce e gestionale, così ogni vendita (online o in negozio) aggiorna lo stock e riduce i “buchi” dovuti a dati in ritardo. Nella pratica, l’integrazione serve proprio a scaricare gli ordini nel gestionale e tenere allineate le giacenze tra i sistemi, evitando che il sito mostri disponibilità “vecchie”.
2. Come devo gestire SKU e varianti (taglia/colore) per non sballare magazzino e disponibilità?
Regola semplice: ogni combinazione di attributi (es. Nero + M) deve avere una sua variante e uno SKU univoco, perché è quella l’unità che vendi e spedisci. Se due varianti condividono lo stesso codice o lo stock viene gestito “a livello prodotto padre”, prima o poi il sito mostrerà disponibilità sbagliate su una taglia/colore specifica.
3. Gli ordini “in attesa pagamento” devono scalare o riservare lo stock?
Sì, almeno come riserva temporanea: se non consideri gli ordini pending come “impegnato”, rischi di vendere due volte l’ultimo pezzo quando più clienti acquistano insieme o pagano con tempi diversi. La logica tipica è trattenere lo stock per un periodo (hold) e poi rilasciarlo se il pagamento non arriva, così proteggi le giacenze senza bloccarle per sempre.
