Cos’è l’autoconsumo?
L’autoconsumo si verifica quando un imprenditore preleva beni dalla propria azienda per destinarli a uso personale o familiare, anziché per la normale attività commerciale. Esistono due tipologie:
Autoconsumo interno: quando l’imprenditore preleva beni dall’azienda per consumo personale o familiare.
Autoconsumo esterno: quando i beni vengono donati gratuitamente o ceduti a terzi senza alcun rapporto con il fatturato o i clienti dell’impresa.
Aspetti fiscali e IVA
L’autoconsumo è soggetto a IVA, trattandosi di un’operazione assimilata a una cessione di beni. La base imponibile è determinata dal valore normale dei beni prelevati, ovvero il prezzo che si formerebbe sul mercato in condizioni di normale concorrenza.
Deve essere emesso un documento da inviare all’agenzia delle entrate con tipo documento TD27. E possibile impostare il tipo TD27 di volta in volta che si rende necessario quando si emette una “normale fattura” forzandone il tipo direttamente dentro alla fattura nella linguetta “fattura” oppure creare una causale documento apposita da utilizzare a necessità. In quest’ultimo caso si può procedere duplicando la causale delle fatture di vendite e impostare in maniera fissa il tipo documento FE a TF27.
Obblighi documentali
L’imprenditore deve emettere un’autofattura in formato elettronico quando preleva beni dall’azienda. Questa fattura deve essere:
- Annotata nel registro delle fatture emesse
- Rilevata in contabilità generale come una normale fattura di vendita
Il commerciante al dettaglio, invece, emette un documento commerciale di vendita con trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate.
N.B. il soggetto indicato nella fattura deve un cliente caricato con gli stessi dati aziendali impostati nell’azienda. Quindi i dati del cedente e del cessionario devono coincidere
Esempio pratico
Nell’esempio fornito, l’imprenditore Mario Bianchi preleva dal proprio magazzino vestiti per uso personale e familiare:
- 1 giacca da uomo del valore di 150 euro
- 1 vestito da donna del valore di 180 euro
La fattura per autoconsumo (tipo TD27)

Valori della fattura:
- Totale imponibile: 330,00 euro
- IVA (22%): 72,60 euro
- Totale documento: 402,60 euro

Registrazioni in Partita Doppia
Le scritture contabili da effettuare sono:
- Registrazione della fattura di autoconsumo (15/11):
- CREDITI V/CLIENTI (Dare) = 402,60 euro
- IVA NS/DEBITO (Avere) = 72,60 euro
- MERCI C/VENDITE (Avere) = 330,00 euro
Questa sopra è la registrazione che viene generata automaticamente dalla funzione di contabilizzazione
- Storno dell’autofattura (15/11):
- PRELEVAMENTI EXTRAGESTIONE (Dare) = 402,60 euro
- CREDITI V/CLIENTI (Avere) = 402,60 euro
Queste ultime due righe indicate sopra vanno aggiunte manualmente dopo la contabilizzazione

Il conto “Prelevamenti extragestione”
Questo è un conto economico che accoglie i prelevamenti di denaro e beni effettuati dall’imprenditore per autoconsumo. In sostanza:
- L’autoconsumo genera IVA a debito (che l’imprenditore deve versare allo Stato)
- Ma non genera un vero ricavo, poiché i beni escono dal patrimonio aziendale
- Il conto “Prelevamenti extragestione” compensa la registrazione, riducendo il patrimonio netto dell’impresa
Questa gestione garantisce la corretta applicazione dell’IVA e mantiene una rappresentazione fedele dei movimenti patrimoniali dell’azienda.